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scuola secondaria di secondo grado "Bertacchi" - Lecco

 

"Zuccapelata": spettacolo in ospedale

 

Nell’ambito del progetto di “teatro con bambini ospedalizzati” martedì 27 maggio 2008 la classe 2C dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali “G. Bertacchi” ha presentato lo spettacolo di burattini "Zuccapelata e la pentola ammalata" nella hall dell’ Azienda Ospedaliera di Lecco.

 

 

 

 

Il laboratorio teatrale organizzato nella scuola per la preparazione dello spettacolo ha visto impegnate le alunne della 2C prof. sia nell'elaborazione della storie e nella stesura dei dialoghi, sia nella preparazione dei burattini utilizzati per la rappresentazione.

 

elaborazione storia e dialoghi

 

preparazione burattini

 

Verso la fine dell'anno scolastico sono iniziate le prove dello spettacolo che è stato poi rappresentato nella hall dell'ospedale.

 

Infine la rappresentazione dello spettacolo nella hall dell'ospedale di Lecco.

Con i bambini ricoverati nel reparto pediatrico hanno visto lo spettacolo gli alunni di alcune scuole primarie e dell'infanzia del territorio.

altre immagini dell'iniziativa le puoi vedere cliccando qui

 

Oltre allo spettacolo le alunne del “Bertacchi” hanno preparato e regalato al reparto pediatrico libri di fiabe animati, stupende bambole di pezza e burattini realizzati nelle attività a scuola.

 

la costruzione delle pigotte...

 

...e dei burattini

 

e i libri animati.

Tutto il materiale è stato prodotto per i bambini del  reparto.

 

La classe 2C professionale dell'Istituto G. Bertacchi di Lecco

 

 

Di seguito il progetto della scuola "G. Bertacchi" di Lecco.

 

Lo spettacolo

“Zuccapelata e la Pentola Ammalata” è uno spettacolo di burattini interamente realizzato dalla classe 2ª C Professionale dell’Istituto per Operatori dei Servizi Sociali di Lecco.
L’idea nasce dalla comunione di intenti tra scuola, la cooperativa UNOTEATRO e la “Scuola in Ospedale” di Lecco. L’Istituto Professionale “G. Bertacchi” ha accolto con entusiasmo la proposta di realizzare un intervento di animazione per i bambini del reparto di pediatria che si è tradotta, durante l’anno scolastico, in un progetto particolarmente pregnante dal punto di vista didattico e formativo. L’indirizzo per operatori dei servizi sociali, infatti, si caratterizza per una metodologia di insegnamento che trae il suo significato nell’esperienza di relazione autentica con le diverse realtà umane del territorio. La realizzazione di eventi di animazione sociale rivolti ai bisogni di una specifica utenza come quella dei bambini del reparto di pediatria è parte integrante dei curricoli didattici, in quanto si ritiene fondamentale fornire ai futuri operatori sociali strumenti utili per avviare processi di aggregazione e di protagonismo in situazioni di disagio e di emarginazione.
Lo spettacolo si è sviluppato da un’analisi del vissuto, delle paure e delle ansie dei bambini ospedalizzati che sono state esorcizzate attraverso le azioni buffe e ridicole dei burattini.
Scenografie e burattini sono stati costruiti dalle alunne durante le ore di lezione pratiche della materia professionalizzante di metodologie operative. Il soggetto è stato ispirato dai canovacci elaborati dalle alunne e curati dalla Prof.ssa di italiano, Donatella Bonioli.
Silvia Luna, insegnante di metodologie operative, ha scritto i testi e curato la sceneggiatura e la regia dello spettacolo.

La storia
Le burattinaie della 2ª C animano una storia movimentata e divertente sul tema della malattia: Zuccapelata è un signore di Lecco, golosissimo, quanto avaro. La sua vita si consuma in cucina in compagnia di una pentola capace di preparare pietanze pregiatissime che lui divora voracemente senza mai dividerle con nessuno.
Un giorno, la pentola inizia a combinare guai: invece di far bollire l’acqua crea bolle di sapone e non ubbidisce più alle richieste di Zuccapelata, cucinando piatti alquanto insoliti. Zuccapelata, allarmato, chiede l’intervento dei più noti esperti della zona per portare la pentola “sulla retta via”: l’ingegner Aggiustoviglia, la strega Goffreda e infine il dottor Sciroppo. Sarà proprio quest’ultimo che, decretata la diagnosi di una malattia sconosciuta, convincerà Zuccapelata a portare la pentola in ospedale perché venga esaminata e curata.
Sarà grazie ad una bambina del reparto di pediatria che si scoprirà che la “malattia” della pentola è in realtà l’incredibile prodigio di far ridere e di inventare piatti strampalati che hanno il sapore più gradevole e gustoso per coloro che li assaggiano.
Si rivelerà che la vera malattia da guarire è l’avarizia di Zuccapelata. Arrivato in ospedale per riprendersi la sua pentola, Zuccapelata guarirà divedendo le pietanze della pentola con i bambini e giocando insieme a loro.

Libri - gioco, libri di favole, burattini e bambole di pezza
Il finale dello spettacolo offrirà il pretesto per donare ai bambini del reparto di pediatria libri-gioco, libri di favole, burattini e bambole di pezza realizzati da alcune classi del Professionale “Bertacchi” sotto la guida delle insegnanti di metodologie operative. La storia, infatti, si conclude con Zuccapelata che, per dimostrare di essere guarito dalla sua avarizia, prometterà ai bambini di dividere i piatti cucinati dalla pentola prodigiosa e di giocare con loro con i doni che offrirà:


Libri-gioco: sono stati realizzati dalla classe 2ª C a cura della Prof.ssa Silvia Luna e consistono in libri che offrono spunti creativi ed espressivi ai piccoli lettori: libri sulle trasformazioni, il libro del personaggio mutante, il libro-serpente con quiz sugli animali della foresta, il libro dell’ape che vola sulle pagine, il libro dei numeri da colorare, il libro di giochi grafici e logici.

Libri di favole per bambini: sono stati realizzati dalla classe 2ª A, a cura della Prof.ssa Elena Rusconi e propongono storie illustrate per l’infanzia.

Burattini: sono stati realizzati con la tecnica della carta pesta dalla classe 2ª B, a cura della Prof.ssa Maria Finelli e dalla classe 1ª C, a cura della Prof.ssa Silvia Luna

Bambole di pezza: sono state realizzate con stoffa imbottita dalla classe 2ª E a cura della Prof. ssa Morena Elia.

 

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