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Quella che segue è la sintesi del lavoro svolto per il progetto "teatro con bambini ospedalizzati" dalla classe 4SB dell'istituto "Bertacchi", e presentato, nel mese di novembre 2006 all'istituto tumori di Milano, all'annuale incontro dell' associazione "gioco e studio in ospedale".
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Lavoro di stage "fiabe in ospedale" svolto dagli alunni della classe 5sb dell'Istituto "G. Bertacchi" di Lecco
L'istituto statale “G. Bertacchi” di Lecco permette ogni anno alle classi del liceo delle scienze sociali, di realizzare un progetto di stage, al fine di riportare nella concretezza gli argomenti studiati in classe. L’attuale 5sb, ha intrapreso un progetto di stage, ruotante intorno al tema dell’identità, che è iniziato in terza. L’esperto ha accompagnato gli studenti per tutto l’anno in un percorso alla ricerca di se stessi…della vera identità, che si cela sotto continue maschere, che ogni giorno vengono utilizzate (diverse magari a seconda dell’occasione) L’obiettivo, infatti, era proprio quello di aumentare la conoscenza di sé stessi, del proprio corpo, della propria voce, delle emozioni ed imparare qualcosa sul teatro, sul suo funzionamento e sui suoi segreti. Gli incontri sono stati tenuti dall’esperto una volta a settimana per tutto il corso dell’anno e si sono suddivisi in alcune parti teoriche ed alcune parti pratiche. Come conclusione del progetto è stata portata in scena una rappresentazione, che vedeva come attori gli alunni della classe terza sb.
L’anno successivo le attività di stage per l’ormai classe 4 sono continuate, seguendo però un percorso differente, in quanto gli alunni sono stati coinvolti in una esperienza tenuta, questa volta, da Meco Salvadore, della cooperativa “UNOTEATRO”, che ha presentato alle ragazze un progetto dal titolo “teatro con i bambini ospedalizzati”. Il progetto aveva come fine ultimo una rappresentazione in ospedale per i bambini, ed è stato sviluppato sempre seguendo il tema dell’identità, in quanto i ragazzi, una volta scoperto sé stessi, erano finalmente pronti per rapportarsi agli altri. Inoltre, importante in questa avventura, è stato il rapporto identità/alterità, ovvero il confronto con qualcun altro, che, per di più, in quel momento era, o meglio, si sentiva diverso.
La malattia non è un evento qualsiasi perché, anche se per un breve periodo, introduce nella vita di chi si ammala cambiamenti significativi. Ammalarsi è come varcare un confine, trovarsi in una situazione del tutto particolare, diversa da quella abituale. Un esempio della complessità della dimensione sociale nella malattia appare nella situazione di “ospedalizzazione”. chi entra in ospedale è stato socialmente riconosciuto “malato” e poiché l ospedale ha molte caratteristiche di una istituzione totale, l’ individuo in questione verrà desocializzato rispetto agli status precedenti e risocializzato al nuovo status . Il progetto vuole costituire un’ utile base di partenza per coinvolgere il territorio lecchese nella problematica dell ospedalizzazione dei bambini e, più in generale, della malattia come forma di diversità, attraverso l organizzazione di momenti di spettacolo e di animazione (spettacoli,laboratori,fiabe della buona notte). La prima fase di preparazione allo stage tenuta da Meco Salvadore di unoteatro, è stata riservata alla preparazione gestuale e vocale della drammatizzazione, seguita dalla raccolta del materiale bibliografico(fiabe tradizionali e moderne) e dalla scelta delle possibili tecniche e materiale di scena da poter utilizzare nella rappresentazione teatrale. In tutti i casi, poi, queste fiabe sono state modificate e trasformate a piacimento delle coppie, che hanno comunque dovuto tener conto del tema centrale dello stage, che è stato riconosciuto, all’unanimità, come la diversità. Tutto il lavoro svolto,è stato in seguito trasferito su un libretto che ogni gruppo ha realizzato, con l aiuto dell’esperto, e consegnato come ricordo ai bambini degenti, al termine di ogni rappresentazione. Questo progetto delle fiabe in ospedale è già presente da anni sul territorio lecchese e viene riproposto ogni anno anche dallo sportello volontariato, (che ha sede proprio all’istituto G. Bertacchi) in modo che, qualunque ragazzo voglia, possa, aiutato dallo sportello, intraprendere questo tipo di volontariato, rendendo così il soggiorno dei bambini in ospedale molto più lieto e piacevole. Dopo dodici incontri tenuti con Meco Salvadore di “UnoTeatro”, in cui la classe si è preparata per l’attività stagistica da svolgere, il primo gruppo di ragazze si è presentato per la drammatizzazione della loro fiaba nel reparto pediatrico dell’ospedale A. Manzoni di Lecco. L’arrivo in ospedale da parte delle alunne (in tutti i casi) è stato adibito alla preparazione della drammatizzazione delle fiabe da proporre, mentre i bambini ospedalizzati finivano il loro pranzo. Finito ciò ha avuto inizio il piccolo spettacolo; per catturare l’attenzione dei bambini le ragazze hanno utilizzato differenti e curiosi metodi: l’animazione diretta è stata quella più usata dalle studentesse, ma anche l’utilizzo di burattini, marionette e maschere. Per la rappresentazione, infatti, le alunne del Bertacchi hanno usato costumi, palloncini, coriandoli, musiche… per intrattenere e divertire i piccoli ospedalizzati. Tutte le fiabe sono state seguite con interesse da tutti i bambini che hanno manifestato entusiasmo, curiosità e partecipazione. Alla fine di ogni fiaba i bimbi hanno ricevuto un piccolo dono, realizzato dalle alunne, come ricordo dell’esperienza vissuta. È stato inoltre proposto ai genitori presenti la compilazione di un questionario, anch’esso realizzato dalle studentesse, al fine di poter esprimere una valutazione sull’ attività proposta della drammatizzazione di fiabe nel reparto pediatrico. Al termine della nostra esperienza di stage durante la classe quarta, abbiamo affrontato un percorso incentrato sulla tematica della diversità, come continuazione dello stage dell'anno precedente. Grazie all'aiuto dell'esperto Meco la classe è riuscita a realizzare alcune fiabe, presentate poi ai bambini del reparto di pediatria dell'ospedale A. Manzoni di Lecco. La classe ha deciso inoltre di proporre ai genitori un questionario relativo all'esperienza ospedaliera del proprio figlio,con il fine di ricavarne informazioni utili per poter capire a fondo come in questo ambito vengono affrontate le esigenze quotidiane di questi piccoli pazienti, se vi sono le strutture adatte per soddisfare tutto ciò di cui essi necessitano, con quali mezzi e metodi, se vi sono attività alternative come per esempio spazi dedicati prettamente al divertimento ( giochi, libri, ecc) o al recupero di materiale scolastico.. Dunque se è presente e permane una realtà idonea a qualsiasi tipo di bisogno, necessità del paziente, il quale riceve le più adeguate cure anche dal punto di vista psicologico, cercando di allontanarlo il più possibile ,nel periodo di permanenza all'ospedale ,dalla dimensione della malattia che lo porta a sentirsi in una situazione di disagio. Tutte queste curiosità ha portato la classe alla formulazione del questionario composto sia da domande personale, che da quesiti di carattere più generico e universale.
La maggior parte dei genitori a cui abbiamo posto il questionario ha già avuto esperienze ospedaliere che riguardano soprattutto i figli, e di conseguenza è già entrata in contatto con il reparto di pediatria. Le persone che hanno risposto non hanno trovato differenze tra l ospedale A. Manzoni di Lecco e gli altri ospedali in cui sono stati. I genitori sono abbastanza soddisfatti dell’ambiente pediatria dell’ospedale di Lecco, lo considerano funzionale, sia riguardo il personale medico e paramedico sia per quanto riguarda le attività proposte ai bambini ricoverati. Nel reparto, infatti, ci sono giochi adatti alle varie età e malattie dei bambini. Vengono proposte, inoltre, attività di gruppo e rappresentazioni teatrali organizzate da maestre, educatori e volontari che vogliono coinvolgere i piccoli pazienti, facendoli divertire in un ambiente a loro poco familiare. L età dei bambini ricoverati varia molto, va da due ai quattordici anni e il loro periodo di degenza va da due giorni a una settimana circa. Tutto sommato abbiamo raccolto una buona impressione dell’ospedale A. Manzoni, che si è dimostrato efficiente, di esponibile e aperto a nuove iniziative. Considerando, però, che questo stage ha molto a che fare con sentimenti, emozioni e con il mondo del volontariato, ci è sembrato importante raccogliere le impressione di tutti i gruppi che hanno partecipato al progetto.
Di seguito abbiamo riportato le impressioni dei vari gruppi della classe 4sb che, dopo essersi recati in ospedale, hanno voluto testimoniare
“Per il progetto di stage abbiamo rappresentato la fiaba “un soldatino particolare” proponendola ai bambini in ospedale; i piccoli erano entusiasti e il momento più significativo è stato il post-rappresentazione, dove abbiamo giocato e disegnato con loro. All’inizio eravamo un po’ preoccupate non sapendo bene come comportarci, ma la loro accoglienza ci ha fatto sciogliere completamente. E’ fantastico vedere quanto poco basta per far felice qualcuno!” Nicoletta e Lara
“All’inizio abbiamo cercato di fare amicizia con i bambini che si mostravano diffidenti, ma, una volta attirata la loro attenzione, siamo partite con la rappresentazione della fiaba (la rivolta degli strumenti) ed è andato tutto bene. Non c’è che dire:un’esperienza fantastica” Valentina e Elena
“Ci ha colpite particolarmente una bambina di soli due anni che ha iniziato a ridere moltissimo; in quel momento ci siamo sentite molto utili, oltre ad esserci divertite un mondo. Un’esperienza assolutamente da rifare” Paola e Federica
“Anche a noi sono capitati dei bambini simpaticissimi e molto disponibili che continuavano a sorridere e, nonostante molto piccoli, ascoltavano attentissimi la nostra storia (l’anatroccolo malato)” Alice e Francesca
“La nostra esperienza in ospedale è stata molto positiva: una volta arrivate nel reparto di pediatria abbiamo cominciato a conoscere i bambini presenti; erano molti, ma solo cinque hanno potuto assistere alla rappresentazione, perché gli altri, molto piccoli, dopo mangiato si sono recati nelle loro stanze. I bambini si sono divertiti talmente tanto che alla fine hanno chiesto in regalo le nostre marionette, usate per la rappresentazione. Stupendo soprattutto quando insieme ai bambini abbiamo colorato e disegnato. Un’esperienza sicuramente molto formativa” Marta e Daniela
“E’ stato bellissimo anche solo l’ingresso in ospedale, dove ci hanno scambiato per mamme, dato che avevamo una carrozzina!! I bambini si sono comportati in maniera stupenda durante tutte le due ore…ritorneremmo in ospedale molto volentieri per fare di nuovo questa l’esperienza ” Deborah e Simona
“Non pensavo che un’esperienza del genere potesse essere tanto divertente e, nello stesso momento, significativa, sia per noi che per i bambini che in quel momento non stavano molto bene. Un momento di sollievo e serenità!!” Simona e Jessica
“Entrambe abbiamo un’ opinione positivissima di questa esperienza, che ci ha molto arricchite. Non credevamo che dei piccoli bambini potessero darci così tante emozioni.” Antonia e Claudia
“L’esperienza è stata per entrambe positiva, in quanto siamo riuscite a stampare un sorriso sui volti dei bambini ricoverati in ospedale, che, di sorrisi, in questi ultimi tempi ne fanno ben pochi. Oltre a questo importantissimo aspetto dell’esperienza siamo riuscite anche a divertirci un mondo.” Elisa e Martina
“Forse le nostre due ore passate con dei bambini non sono molte, ma siamo uscite dall’ospedale con una grandissima soddisfazione:abbiamo reso i momenti di questi bimbi più allegri.” Eleonora e Federica
“I bambini del reparto a noi affidato erano particolarmente vivaci, per questo all’inizio la situazione ci è un po’ sfuggita di mano, ma l’attenzione dei bambini è cresciuta man mano che la rappresentazione andava avanti e alla fine sono stati tutti bravissimi. Concludiamo ritenendo la nostra esperienza molto positiva.” Silvia, Francesca e Elena
“Abbiamo rappresentato la storia ‘il mostro peloso’ (nome che ha fatto ridere parecchio i bambini) mirando appunto al fatto di divertire i nostri piccoli spettatori, cosa che è riuscita alla perfezione!” Claudia e Martina
L impressione generale di questo lavoro di rappresentazioni per i bambini in ospedale è stato di ampio gradimento da parte di tutti, soprattutto per conto delle ragazze, che, oltre a fare del bene a questi piccoli malati, ne hanno tratto un grande vantaggio, in quanto sono uscite dall’esperienza molto arricchite. Anche gli insegnanti erano molto soddisfatti, in quanto hanno notato un grande miglioramento nella classe e inoltre i genitori dei ricoverati, che hanno visto i loro bambini sereni, almeno per due ore. Ovviamente è giusto tenere presente che l ospedale Manzoni di Lecco è molto presente e attento da questo punto di vista ed è solo grazie alla sua disponibilità che questi piccoli grandi manifestazioni di altruismo possono aver ragione d esistere. CLASSE QUINTA SB |
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