teatro in ospedale

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scuola secondaria di primo grado " G.B. Vassena" - Valmadrera

 

uno spettacolo nel reparto pediatrico di Lecco

 

momenti dello spettacolo nel reparto pediatrico di Lecco

 

diario di bordo


27.09.2000  
Questa mattina gli insegnanti ci hanno presentato il progetto teatro con i bambini del reparto pediatrico di Lecco. Questa attività si svolgerà con la supervisione di un bravissimo e speciale attore (Meco) nonché con le nostre insegnanti.
Invece del solito teatro per la fine dell’ anno proporremo ai bambini della pediatria diversi momenti di allegria e vedendoli sorridere saremo anche noi più felici.
Abbiamo cercato di pensare alla nostra esperienza in ospedale.
Alcuni di noi ricordano l’ospedale come un luogo buio, spaventoso, altri lo vedono sotto un altro aspetto.
Una nostra compagna reduce a un intervento, ha sottolineato la sua sensazione con queste parole: "Quando sono in ospedale a trovare qualcuno, vedo la sofferenza nelle persone e la tristezza di “non essere come gli altri”. Stare in ospedale non è molto piacevole: odio soprattutto l’aria che si respira, un’aria di malattia. Quando cammini per i reparti (se hai la possibilità di camminare) e vedi gente seriamente colpita dalla malattia, ti senti morire. Mi angoscia e mi rattrista il pensiero che molti bambini siano costretti per gravi problemi di salute a trascorrere lunghi periodi in ospedale.
Il nostro sarà anche un lavoro di ricerca di testi informativi sulla malattia e su come allentare il dolore di queste persone, sul funzionamento dell’ospedale in alcuni paesi del mondo per poter confrontarne l’organizzazione; visiteremo i diversi reparti dell’ ospedale,incontreremo personale ospedaliero che ci spiegherà il loro ruolo.   

                                                         
 29.09.2000
Iniziamo oggi questa nuova esperienza , ci prepariamo ad affrontare un tema difficile ma significativo , se non toccante . Questo teatro affronterà una realtà quotidiana, crudele: la vita di un bambino ospedalizzato . Discutiamo sulle esperienze personali per renderci conto di ciò che possono provare i bambini ospedalizzati . E’ certo  difficoltoso calarsi nella parte di uno di quei poveri ragazzi , che soffrono da mesi o che comunque dovranno soffrire per mesi . Alcuni di noi , compreso io stesso ricordano l’ ospedale come un luogo , buio , spaventoso altri invece lo analizzano sotto un altro aspetto ; luogo di guarigione , speranza , e rinascita del proprio corpo . Debbo inoltre aggiungere quanto io mi ritenga fortunato ; se ognuno di noi pensasse a ciò che ha ; una famiglia , la salute, una casa e tanto affetto dai cari . Se solo pensassimo a certi aspetti della vita i nostri comportamenti sarebbero totalmente diversi . Non ci soffermeremmo su problemi banali , non chiederemmo ciò che non serve . Noi perciò con questo progetto cerchiamo di sentirci più vicini al prossimo che sta soffrendo , cercando di  alleviare questa sofferenza dando un briciolo della nostra felicità per render felici loro , e vedere i loro occhi brillare e il loro cuore palpitare . Ecco , cosa noi faremo per loro ! Le professoresse ci portano esempi  e ci aiutano con un breve schema a capire i significati più profondi della parola malattia : dolore , sofferenza , morte ma anche speranza , guarigione , …… Siamo ansiosi di continuare , nel frattempo aspettiamo meco , il nostro regista , che ci illustrerà nei minimi particolari questo nuovo progetto .  
Troviamo giusto potere aiutare in qualche modo bambini che sono meno fortunati di noi e che ogni giorno soffrono e sopportano le loro malattie (dalle più grandi alle più banali ) regalando loro qualche momento di felicità con i nostri spettacoli.
Ne siamo particolarmente attratti e interessanti. Devo dire che la nostra classe è stata molto fortunata ad avere colto quell’ occasione anche se sappiamo che sarà molto impegnativo.
Questa mattina abbiamo riflettuto sulla parola MALATTIA: a questo termine sono stati associati tutti i significati che ci passavano per la mente, usando il sistema del Brain-Storming: tumore, Africa e India , accettazione, donazione, guarigione, materiale ospedaliero, disperazione, farmaci, sconforto, depressione, affetto, morte, malattia, forza, imbarazzo, speranza, riflessione, dolore fisico, ricordi, rinascita, medici/infermiere, operazione, ospedale.
Alcuni dei termini che sono usciti da noi dovranno essere sviluppati per riuscire a capire quanto siamo fortunati ad avere la salute.
Con l’aiuto degli insegnanti abbiamo inoltre pensato degli argomenti su cui sviluppare le nostre scenette: inventare oggetti magici, trasformare oggetti ospedalieri (il termometro che diventa una bacchetta magica, oppure la siringa diventa una zanzara, la flebo che diventa una giraffa, la borsa del ghiaccio che diventa un cappello, l’aspirina che si trasforma in un fuoco d’artificio multi colore), creare situazioni divertenti e comiche il tutto con lo scopo di far divertire noi e i bambini degenti.
Questa mattina gli insegnanti ci hanno presentato il progetto teatro con i bambini del reparto pediatrico di Lecco. Invece di fare il solito teatro per la fine dell’ anno proporremo ai bambini della pediatria di Lecco diversi momenti di allegria.
Vedendoli sorridere saremo anche noi più felici.
Questa attività si svolgerà con la supervisione di un bravissimo e speciale attore (Meco) nonché con le nostre insegnanti.
SCOPO:  
trovo giusto potere aiutare in qualche modo bambini che sono meno fortunati di noi e che ogni giorno soffrono e sopportano le loro malattie (dalle
 

04.10.2000  
Oggi abbiamo letto una bellissima poesia dal titolo " TU PUOI FARE LA DIFFERENZA" di un autore forse non tanto famoso o importante ma che ci ha fatto riflettere sul significato delle nostre azioni e della vita.
Parla di un vecchio che su una spiaggia lunghissima raccoglie le stelle marine lasciate sulla spiaggia dal mare e le ributta nell'acqua. Un giovane gli chiede cosa stia facendo e perché, visto che tanto non riuscirebbe mai a salvarle tutte ; quindi il suo sforzo è inutile. Ma il vecchi con la sua risposta " fa la differenza a questa sola" ci fa capire che a qualcosa quello sforzo serve. Non è importante che qualcuno noti che sulla spiaggia una sola stella è stata salvata; importante credere che valga la pena fare anche quel piccolo sforzo.
Madre Teresa diceva che il bene che facciamo è una piccola goccia nell'Oceano , ma senza quella goccia l'Oceano ne avrebbe una di meno.
Alcuni di noi hanno individuato nella poesia due mentalità: quella del giovane e quella del vecchio: il primo opportunista e arrendevole; il secondo saggio e incisivo. Non solo abbiamo anche individuato il concetto di utilità e inutilità del nostro agire ogni azione anche la più piccola, è sempre importante perché fa la differenza. A questo proposito riportiamo una poesia che a noi è piaciuta molto dal titolo AMICIZIA
Voglio solo il mio braccio/
 

06.10.2000  
Con la prof. di inglese abbiamo deciso di inventare in lingua inglese per i bambini delle mini filastrocche o poesie divertenti che abbiano come protagonisti animali, oggetti viventi ma anche persone che collaborano a migliorare la nostra vita . 
 

11.10.2000
Oggi finalmente è arrivato Meco.
Come inizio non c’è male. È un tipo simpatico, divertente e molto alla mano.
Ci ha proposto un gioco di parole e ci ha portato ha inventare una storia intorno a un nome inventato per caso.
Durante quelle ore abbiamo fatto degli esercizi per verificare la nostra concentrazione sviluppare il controllo della nostra voce e la padronanza del nostro corpo.
Il primo esercizio vocale consisteva nel seguire attentamente il movimento della sua mano e al momento giusto, pronunciare il proprio nome.
In apparenza il gioco poteva sembrare facile ma in realtà la concentrazione e il silenzio era alla base del gioco.
Il secondo esercizio si sviluppava in due momenti diversi.
In un primo momento dovevamo pronunciare la prima sillaba del nostro nome senza alcun cambio di tono.
Dopo ciò si passava ad un esercizio più difficoltoso: il nostro nome doveva essere articolato con varie articolazioni di voce.
Eseguiti questi piccoli esercizi siamo passati alla seconda fase dell’incontro. Si distingueva anch’essa in tre momenti: inizialmente dovevamo occupare lo spazio dell’aula camminando e fermandoci al suo comando.
Poi, dopo una breve seconda fase di riscaldamento dei muscoli, siamo passati a ciò che si può definire teatro.
Come è difficile!!!
Meco inizia compiere movimenti strani, quasi impossibili, facendo anche uso di strane espressioni facciali.
 

18.10.2000
Questa mattina abbiamo cercato di progettare, partendo dai racconti che abbiamo inventato durante la settimana, una storia che rappresenteremo a Natale:
Ci siamo esercitati con Meco sul controllo della voce, sulla coordinazione delle singole parti del corpo ed infine abbiamo fatto delle mosse acrobatiche che perfezioneremo nel prossimo incontro.
Meco ci ha insegnato alcune scenette che realizzate con il semplice utilizzo di suoni e di gesti possono far divertire tutti i bambini.
Per cominciare ci ha fatto provare e i ruoli si sono invertiti : era lui a dover comprendere il nostro mimo.
Ognuno poi ha pensato ad un oggetto che poteva con la fantasia trasformare in ciò che voleva; il compagno doveva scoprire di che oggetto si trattava attraverso il mimo poi a sua volta poteva trasformarlo in qualcosa di diverso .....e il gioco continuava. Queste ore sono trascorse velocissime e ci siamo molto divertiti tutti
Bisogna aggiungere inoltre che siamo sempre più entusiasti di questo lavoro speriamo che si concluda bene.
 

25.10.2000
Stiamo facendo grandi cose : in mattinata siamo scesi in aula magna dove come ogni mercoledì ci aspettava il nostro regista Meco per illustrarci e provare alcune scene della rappresentazione teatrale che presenteremo a Natale nel reparto di pediatria. Abbiamo cominciato con l'individuare i personaggi : una stella, dei re magi, alcuni giocolieri e acrobati
Una bella stella dorata volteggia con un lungo nastro giallo , la sua coda, da destra a sinistra e sta a significare il viaggio di questo astro nel cielo .
1 re Magi con battute divertenti e gesti simpatici cercano disperatamente la stella cometa che li dovrà accompagnare da Gesù e che credono si sia nascosta o sia andata a farsi un giro.
1 giocolieri di inizio spettacolo si esercitano a far roteare le palline da tennis senza farle cadere mentre le equilibriste mostrano le loro abilità da acrobate.
A questo proposito Meco ci ha insegnato come far roteare le palline nelle mani e ci ha mostrato capriole, salti mortali, trenini ecc .......
All'inizio i nostri compagni erano molto agitati forse perché si vergognavano davanti a tutti o alle proff. ma più provavano più diventavano sciolti e rilassati. Alla fine infatti ci siamo immedesimati perfettamente nel copione da eseguire con una disinvoltura davvero sorprendente. Modestia a parte: siamo dei "veri attori". Ci sono state poi consegnate le parole di una canzone di Natale che dovremo imparare per la volta successiva; è una canzone molto originale che parla in modo scherzoso dei preparativi e di ciò che succede a Natale. Tutte la varie strofe sono cantate e nello stesso tempo mimate da personaggi che passeranno dietro il coro al fine di rendere il tutto ancora più simpatico.
Meco ci ha suggerito degli oggetti da portare o da preparare per realizzare nel modo migliore lo spettacolo .
Lo spettacolo che stiamo provando è bello perché soprattutto comico.
Ci farà vivere un Natale diverso dagli altri Ricorderemo anche nel tempo questa esperienza costruttiva e bellissima al termine della quale saremo veramente diversi... più maturi perché ci aiuterà a comprendere meglio e ad aiutare bambini meno fortunati di noi , ci stimolerà a lavorare in gruppo, a superare insieme le difficoltà che incontreremo lungo il cammino
 

08.11.2000
Questo mercoledì è stato il più bello di tutti perché abbiamo preparato quasi tutto lo spettacolo. Oggi la lezione si è articolata in due parti: la prima svolta la mattina con Meco, l'altra nel tardo pomeriggio alla sola presenza degli insegnanti.
In mattinata dopo i consueti esercizi di " riscaldamento " abbiamo provato le varie scene a cui ne sono state aggiunte altre.
A tutti è stata assegnata una parte, a qualcuno mimata ad altri parlata, più o meno impegnativa ma importante perché ognuno è indispensabile in quanto ha un ruolo ben preciso nella recita.
Meco ha poi incaricato uno di noi del lavoro riassuntivo di ogni incontro un altro è stato scelto come responsabile dei movimenti della scena " pre-canzone ". 
Ogni volta Meco riesce veramente a coinvolgere e a far partecipare tutti.
Nel pomeriggio non ci siamo limitati a provare scena per scena ma abbiamo provato a unificare il tutto, per crearci un'idea di come dovrà essere il prodotto finale. E' davvero carino ! Dal set più famoso del mondo per oggi è tutto! Alla prossima !

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