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scuola primaria "C. Battisti" - Lecco

 

inventiamo una storia

 

I bambini della scuola inventano storie per i bambini del reparto pediatrico
 

Un’avventura davvero fantastica
C’era una volta, tanto tempo fa, una regina che aveva una figlia che si chiamava Nerina . Nerina quando era nata la visitarono e scoprirono che nel suo D.N.A. c’ era scritto che era magica , cioè che era una maga.
Passò tanto tempo e Nerina cresceva e diventava sempre più bella :aveva dei bellissimi capelli rossi come i pomodori,gli occhi azzurri come il cielo, una voce da usignolo, una pelle color pugna; ma non sapeva ancora che aveva dei poteri.
Un giorno Nerina stava passeggiando in un bosco e incontrò una bambina, era bella e brava come lei. Nerina incuriosita chiese come si chiamava e perché era in quel bosco deserto.
La bambina disse: “Io mi chiamo Jessi e ero figlia di un re, poi mio padre, il re, morì e mi lasciò il castello. Dopo un anno che mio padre morì e mi lasciò il castello scoppiò una guerra e combattendo distrussero anche il mio castello, io scappai e mi rifugiai in una chiesa.
La mattina dopo il mio paese ormai era tutto bruciato e tutto distrutto. Io allora cominciai a vagare in giro per le strade, i fiumi, le praterie. La gente ormai non si ricordava più di me.
Un giorno io decisi cosa avrei fatto e pensai:- Il primo bosco che incontrerò mi fermerò, mi costruirò una casetta e starò lì per sempre-. Così feci, il destino volle che il primo bosco fosse questo e che ci incontrassimo. Questa è la mia storia; a proposito tu come ti chiami ?”. Nerina disse :”Io mi chiamo Nerina”. E raccontò chi era e tutta la sua storia; e infine disse:”Se vuoi puoi venire a casa mia a dormire”. Jessi annuì e andarono tutte e due al castello.
Al castello Nerina spiegò tutta la storia di Jessi alla madre. Nerina chiese alla madre se Jessi poteva restare a dormire nel castello, la madre disse di sì e fece preparare due letti in una camera. Alla sera le due bambine andarono a letto ,ma prima di dormire Nerina un po’ pensierosa e senza neanche accorgersi disse:”Se potessi restringermi!”
E subito le due bambine si restrinsero ! Nerina aveva usato i suoi poteri senza neanche accorgersi. Le due bambine erano diventate piccole, i letti erano grandissimi per loro.
Camminarono e camminarono finalmente arrivarono alla porta della camera, ma c’era un problema: la porta era troppo alta per arrivare alla maniglia. Allora presero degli spaghi e attaccandoli con un nodo alla maniglia si arrampicarono e arrivarono al buco della serratura, passarono dentro alla serratura e ridiscesero dall’altra parte della porta.
Arrivarono alla stanza della madre di Nerina e la chiamarono, ma siccome erano troppo piccole la madre non sentì. Poi purtroppo caddero in un bicchiere pieno d’acqua, la mamma bevve quel bicchiere d’acqua e Nerina e Jessi andarono dentro il corpo della Regina, madre di Nerina.
Passarono dalla bocca alla trachea e videro che la trachea era un tubicino molto piccolo ma scesero ancora più giù erano dentro i polmoni. I polmoni si gonfiavano e sgonfiavano come due palloncini.
Poi videro dei piccoli tubicini erano tantissimi. Provarono ad entrare in uno di quelli, ma camminando, ritornarono nei polmoni molte altre volte infine si arresero, ma provarono ancora un’ultima volta: entrarono in un tubicino, era lunghissimo non finiva più, ma ad un tratto videro delle palline bianche che impedivano di continuare il viaggio. Jessi disse: “Tua mamma mangia troppe cose che contengono ferro!” e Nerina disse: “Sì è vero mia mamma mangia tantissime bistecche; ne mangerà minimo 80 al giorno! Ma adesso come facciamo?!”.
Le due bambine pensarono poi Jessi disse: “Io ho trovato!” Tirò fuori uno spillo e bucò una pallina, e mentre camminava bucava le palline. Camminavano e non si fermavano mai, quel tubicino andava sempre più in su a un certo punto arrivarono al naso. Era una vera giungla con tutti quei peli! Ma ad un tratto videro due buchi, erano i buchi del naso. Nerina disse che c’era un modo per uscire dal corpo di sua madre era uscire da quei buchi.
E tirando fuori una boccetta di profumo disse: ” A me questo profumo mi fa starnutire continuamente”. Detto questo spruzzò il profumo e la Regina starnutì. Ad un tratto Nerina e Jessi si trovarono fuori dal corpo della Regina e grandi come erano prima.
Nerina disse a sua madre: “Se mangi troppa carne aumenta il ferro e puoi star male, quindi non mangiar più le bistecche !”. Jessi restò sempre con Nerina e sua madre e vissero felici e contente.

Babbo Natale con la tosse.
C’era una volta, e c’è ancora, Babbo Natale. Viveva in una casa lussuosa che aveva un camino bellissimo. Abitava sulle montagne ed aveva una slitta meravigliosa. Nella slitta c’erano dentro niente poco di meno che i regali. Ma un brutto giorno, quello prima di Natale, Babbo Natale si ammalò: prese una bruna tossaccia.
Allora, disperato,si mise le mani sulla testa e si mise a riflettere. Pensa, pensa e pensa ancora, gli venne un’idea: una bellissima idea! Allora telefonò agli elfi. Quando gli elfi seppero la notizia, dissero subito di sì. Allora gli elfi,senza perdere un secondo, corsero alla casa di Babbo Natale,scesero in cantina e videro la slitta. Gli elfi sono piccole creature blu e sono molto simpatici e a volte fanno piccole Magie. Così gli elfi salirono sulla slitta.
Appena partirono si trovarono davanti un grande orso polare, e si spaventarono, e cercarono di scappare. Ma era un tentativo inutile: fosse stato immortale? Ma allora la slitta magicamente si mise a volare in alto, in alto nel cielo, e gli elfi riuscirono a consegnare i regali.
E tutti vissero felici e contenti.

Mario che guardava sempre la tv
C’era una volta Mario che guardava sempre la tv. Però la mamma gli disse “Non guardare troppo la tv perché dopo gli occhi ti bruciano.
Però Mario non ascoltò la mamma. Andò all’ospedale, a causa della tv, e il dottore gli disse:” Devi mettere gli occhiali!” Ritornò a casa e si mise a giocare con il Lego.
Andò su un’ isola con la nave, poi lui vide una ragazza e le disse che non voleva mettere gli occhiali, allora lei prese una crema e gliela spalmò sugli occhi e lui ci vide normalmente.

Andrea era andato all’ospedale
C’era una volta un bambino che si chiamava Andrea. Andrea era andato all’ospedale perché aveva una malattia, la “Pendìcite”.
Il dottore venne con un lettino mobile e lo mise sul lettino,e lo portò in sala operatoria. Il dottore incominciò a fare l’anestesia ad Andrea. Quando avevano finito l’anestesia, la dottoressa disse:questo bambino ha la Pendicite operatelo subito!”
Ma a un certo punto il dottore si mise a tossire,e a diventare rosso, allora lo portarono a bere e Andrea precedentemente curato si alzò e cercò dappertutto il suo dottore ma non riuscì a trovano. Ad un certo punto vide una porta con scritto w.c., non sapendo cosa voleva dire entrò e vide la mamma e la dottoressa che assistevano il dottore. Essi, non accorgendosi del bambino,continuarono a curare il dottore.
La mamma si accorse dì Andrea,e usci di corsa dal w.c. e prese in braccio il bambino e gli disse: “Cosa ci fai qui?” finita l’operazione ho sentito un cigolio di porta e sono andato a vedere cosa c’era .“
Infine il dottore stava bene e il bambino era contento e andò a casa salutandoli con la mano.

Giacomino e il castello segreto
Tanto tempo fa viveva in una città molto lontana un bambino molto amante della natura e del bara. Un giorno il bambino chiese alla mamma se poteva andare nella sua capanna nel bosco, la mamma acconsentì.
Il bambino andando nel bosco, vide un fiore e decise di coglierlo, ma all’insaputa sua il fiore conteneva sonnifero, così annusandolo si addormentò.
Il mattino successivo, si svegliò e sentì degli spari, scappò su e giù per il bosco e allora capi che si era perso, allora camminando mogio mogio arrivò a un castello che non conosceva Quando entrò ebbe una fifa tremenda perché (ci siamo dimenticati di dirvi che lui soffriva di mal di paura) appena entrato trovò delle scale, le scese, da un sarcofago uscì un mago ma buona; a un ceno punto sentirono i gemiti di un fantasma
Il fantasma usci dal muro e attaccò il bambino perché non l’aveva mai visto, il mago con delle magie lo fece sparire, il bambino lo ringraziò e il mago gli chiese come aveva fatto ad arrivare lì. Il bambino gli raccontò per filo e per segno tutta la sua storia, e quando finì chiese al mago come aveva fatto a rimanere chiuso nel sarcofago.
Il mago disse che: la padrona di quel castello era una strega cattiva che gli aveva fatto un sortilegio, perché lui era l’unico che poteva sconfiggerla.
Il bambino decise di sconfiggere la strega con il mago, allora il mago Io portò in un passaggio segreto che portava alla sala del tesoro dove vi era la strega, essa era brutta ma così brutta che non si poteva guardare: aveva dei capelli di lombrichi e millepiedi, il naso era lungo e sembrava un uncino, la faccia aveva dei puntini rossi.
La strega e il mago decisero che la sfida consisteva nel rendere invisibile l’avversario, il mago diede al bambino il potere di rendere invisibili le persone, così mentre il mago teneva impegnata la strega il bambino la fece diventare invisibile.
Il bambino rese una parte di tesoro e chiese al mago se poteva portarlo a casa; il mago lo salutò e lo portò a casa sua
Il bambino appena entrato apri il baule del tesoro e trovò: tantissime monete d’oro e una pergamena con a scritto il suo vero nome: cioè Giacomino.
Il bambino dopo quella avventura non soffrì più di mal di paura.

Turlandina
C’era una volta una bambina che si chiamava Turlandina. Un brutto giorno Turlandina
prese una brutta varicella e la portarono all’ospedale con i suoi due peluche. La portarono in una stanza a riposare, curarsi e calmarsi. A un certo punto Turlandina si addormentò e sognò che dei mostriciattoli chiamati “virus” le saltavano addosso, e le si appiccicavano sul corpo. La dottoressa l’aiutò cercando di staccarle tutti quei brutti mostri con una pinza. Quando Turlandina si svegliò, capi che l’infermiera non le voleva fare del male. Turlandina dopo due settimane usci dall’ospedale, e capì che quando andava all’ospedale, non doveva aver paura perché si doveva fidare dei medici. Quando ritornò a scuola raccontò tutta l’avventura ai compagni, i compagni tutti increduli le fecero tantissime domande. Turlandina dopo aver risposto a tutte queste domande, gliene fece anche qualcuna lei. Dalla felicità credeva che era stato un sogno, vedere la sua casa e i compagni.

Ugo e le tre chiavi
C’era una volta un bambino che si chiamava Ugo che stava dormendo nel suo letto e stava facendo un sogno e si ritrovò nel polo nord, poi incontrò Babbo Natale che gli disse: “Per ritornare a casa dovrai cercare tre chiavi. Per prendere la prima chiave dovrai superare lo scivolo di ghiaccio.” E poi Ugo attraversò lo scivolo di ghiaccio e trovò la prima chiave.
E trovò la porta e usò la chiave per aprirla. E si trovò in un negozio e il negoziante gli disse: “Per trovare la seconda chiave devi andare a sparare i fuochi d’artificio giallo brillante, dopo dovrai cercare la chiave.”
E Ugo andò a sparare i fuochi d’artificio giallo brillante, vide la seconda chiave, cadde in un posto sconosciuto. Correndo a prendere la chiave vide un castello, andò nel castello, correndo su per le scale si trovò sulla torre, prese la seconda chiave.
E uscì dal castello, trovò una porta, con la seconda chiave, apri la porta e si trovò in una casa, vide la befana che gli disse:” Per trovare la terza chiave dovrai prendere un po’ di dolci della mia casa, darli al mostro a due teste e ti darà in cambio la chiave per tornare a casa”.
Prese i dolci e li portò al mostro a due teste che gli diede la chiave e aprì la porta e si ritrovò nel suo letto.

Gli animali della valle
Cera una volta in una bellissima valle con tanti fiori e alberi con frutti, un gruppo di animali.
Un giorno Bambam il cane, andò da Zip il rospo, insieme andarono a casa di Squittino il criceto. e li trovarono anche Michi il gatto e Cleo il pesce che piangevano.
Allora Bambam e Zip gli chiesero perché piangevano, Cleo e Michi risposero: ‘Squittino è molto malato, potrebbe morire ! Allora Bambam disse: ‘Andiamo dal Gufo saggio”
Il Gufo saggio dopo averli ascoltati disse: ‘La cura si trova sul Monte del Diavolo.’  Cleo e i suoi amici andarono su quella montagna, quando arrivarono davanti alla porta del Diavolo bussarono impauriti e la porta si spalancò di colpo. Quando entrarono, il Monte del Diavolo divenne tutto nero, all’improvviso si senti una voce spaventosa che disse: ‘Chi osa svegliarmi? I quattro amici spaventatissimi risposero: “Scu scusi si si signor Diavolo,” dissero balbettando ‘Noi vo vo volevamo sa sapere do do dov’era la me me medicina». Il Diavolo rispose: ‘Ce l’ho io la medicina, però dobbiamo fan un patto ’. Gli animali chiesero: ‘Quale patto?” E lui rispose: Mi dovete dire il mio nome entro domani”. E loro dissero: ‘Si ci stiamo!” Quella notte sentirono uno strano rumore, era il Diavolo che cantava: ‘Nessuno indovinerà il mio vero nome, io mi chiamo Onisnago.” E la mattina seguente il Diavolo chiese: ‘Sapete il mio nome?” 
E gli animali: forse Gigi? oppure Luca, o forse Onisnago..? Puff. il Diavolo sparì !. I quattro amici presero la medicina e ritornarono a casa di Squittino, gliela fecero bere e subito il criceto guari, e vissero tutti felici e contenti!!

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